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PREMIO ROTONDI 2010
Sono stati resi noti sabato 12 giugno presso la Pieve Romanica di Carpegna i vincitori del Premio Rotondi ai salvatori dell’arte 2010. XIII edizione.


Pasquale RotondiDurante la Seconda Guerra Mondiale, la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro è stata protagonista di un episodio estremamente importante per l’arte italiana.
Prima ancora dell’inizio delle ostilità fu deciso di istituire a Sassocorvaro un centro di raccolta delle principali opere d’arte del territorio nazionale al fine di salvaguardare dai pericoli della guerra il patrimonio artistico italiano.
La Rocca fu scelta tra numerose altre costruzioni dall’allora Soprintendente Pasquale Rotondi, perché ritenuta il “ricovero più sicuro per la naturale inespugnabilità del luogo e per la poderosa imponenza delle murature gigantesche”.
Il 6 giugno 1940, appena quattro giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, da varie Soprintendenze delle Marche e d’Italia arrivarono le prime opere d’arte. Per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni la Rocca fu nascondiglio di capolavori di importanza universale come La Tempesta del Giorgione (“forse il quadro più raro e suggestivo che possegga l’Italia” lo giudicava Rotondi); 13 Tiziano; 17 Tinitoretto; 4 Piero della Francesca e opere di Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Raffaello, Perugino, Mantegna, Veronese, Rubens, Tiepolo, Canaleto…
Tutte le opere custodite da Rotondi, circa 10.000, tornarono alla fine del conflitto illese alle loro sedi.
Questa importante opera di prevenzione, nata nell’intento di proteggere il patrimonio artistico nazionale dai pericoli delle bombe e delle devastazioni belliche, si rivelò particolarmente utile dopo l’8 settembre quando ci si dovette difendere dalle ruberie e dalle devastazioni dei tedeschi.

Il Premio Rotondi ai salvatori dell’arte, intitolato allo scomparso Soprintendente Pasquale Rotondi protagonista del salvataggio di opere d’arte, intende segnalare le figure che si sono contraddistinte nell’arte di salvare l’arte.
Una giuria selezionata, costituita dai Soprintendenti delle città da cui provenivano i capolavori salvati nella Rocca di Sassocorvaro e da uomini di cultura, tra cui Tonino Guerra, presieduta da Giovanna Rotondi Terminiello, fino al ’96 Soprintendente ai Beni artistici e storici della Liguria, e coordinata da Salvatore Giannella, ideatore del progetto Arca dell’Arte, assegna annualmente il Premio Rotondi organizzato su quattro livelli: regionale, nazionale, europeo e mondiale.
La cerimonia di consegna del Premio quest'anno si svolgerà nel mese di settembre;

L’annuncio dei vincitori, dell'edizione 2010, è avvenuto a  Carpegna, nella splendida Pieve Medioevale di San Giovanni Battista dove, Giovanna Rotondi Terminiello, Presidente della Giuria del premio e Salvatore Giannella, giornalista e coordinatore del Premio,  hanno reso  noti i nomi dei sotto indicati vincitori per le varie sezioni del Premio.

Sezione Mondo
Alla Scuola regionale di conservazione e restauro dei beni culturali del Friuli Venezia Giulia, diretta da Alessandro Giacomello, per aver portato a termine il progetto  di cooperazione internazionale "Salvaguardia delle biblioteche del deserto" in Mauritania. Il progetto, avviato nel 2007, ha consentito la formazione di 12 specialisti mauritani che ora lavorano in cinque laboratori appositamente attrezzati nella capitale Nouakchott e nelle quattro “villes anciennes” di Ouadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata, quest’ultime  inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità  dell'Unesco in quanto esempi eccezionali di insediamenti costruiti in funzione delle vie commerciali del Sahara, di cui testimoniano i contatti culturali, sociali ed economici avvenuti nell'arco dei secoli.

Sezione Europa
Il premio va a Hamet Haluk Dursun, direttore del Museo di Santa Sofia a Istanbul, (Turchia) e coordinatore dei lavori di restauro che hanno ridato luce e vita nuova all'edificio-simbolo della megalopoli  sul Bosforo, diventata capitale europea della cultura per il 2010 e uno dei monumenti più importanti  nella storia dell'umanità. La storia di questo monumento con la cupola restaurata e interamente visibile e godibile per la prima volta dopo 17 anni, è lunga 1700 anni, a cavallo tra fedi e culture diverse.  Oggi un museo, dopo essere stato chiesa e moschea, Santa Sofia è stata restituita agli oltre due milioni di turisti che la visitano ogni anno in tutta la sua sfolgorante bellezza. Oltre alla decorazione della cupola sono state interessate dall' intervento anche le arcate delle finestre e soprattutto i pennacchi, che hanno riportato alla luce il viso dei quattro angeli di epoca bizantina, nascosto per 160 anni.

Sezione Italia
Il premio va ad Anna Maria Reggiani, direttrice regionale dei Beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo, perchè tornino a vivere i tesori dell'Aquila. La sua figura (in quell'ospedale delle Madonne terremotate che è il laboratorio di restauro allestito nel Museo archeologico di Celano subito dopo il terremoto dell'Aquila), attorniata da centinaia di Madonne con o senza Bambino, Gesù Crocefissi, Angeli e Santi, tutti con un braccio rotto, una gamba spezzata, una ferita sul viso o sul petto, è diventata il simbolo dell'esercito del restauro che opera per riportare a casa i quadri, le sculture e gli oggetti d'arte coinvolti nei crolli di chiese e di musei a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

Premio Speciale per la promozione dell'arte - Sezione Marche
Alessandro Marcucci Pinoli per la creazione dell'Hotel-Museo Alexander, sul lungomare di Pesaro, in cui l'ospitalità  si coniuga con l'arte figurativa. L'Alexander Museum è il frutto di quattro anni di lavoro in cui sono stati coinvolti ingegneri,  architetti e soprattutto artisti famosi ed emergenti. Un'opera d'arte unica, una fucina di attività alimentata costantemente  da convegni e seminari sull'arte e per l'arte.

Premio speciale per la protezione civile
Gabriele Miconi, funzionario dei Vigili del fuoco, in servizio  presso il Comando Provinciale di L’Aquila, ha partecipato, fin dai primi minuti,  dopo la scossa delle ore 3.32, al coordinamento delle operazioni di soccorso, per l’estrazione, da sotto le macerie,  delle persone rimaste sepolte.  Terminata questa fase, ha iniziato il lavoro relativo alla messa in sicurezza del patrimonio artistico e architettonico della zona. Successivamente, con nota ministeriale n. 1065 del 22 aprile 2009, Miconi ha ricevuto l’incarico di coordinare l’attività svolta  dalle squadre SAF speleo alpino fluviale i Vigili del fuoco nelle zone colpite dal sisma. Incarico che svolge tuttora, in maniera continuativa,  dando dimostrazione di professionalità e ottime capacità organizzative,  che hanno permesso di portare a compimento numerose e complesse operazioni di messa in sicurezza, di beni artistici e monumentali.

Premio speciale alla comunicazione
Ilaria Dagnini Brey, scrittrice e giornalista di origine padovana, da vent’anni residente a New York,  autrice del volume "Salvate Venere!" (Mondadori 2010), la storia sconosciuta dei soldati alleati che salvarono le opere d'arte italiane nella Seconda guerra mondiale.

Premio speciale alla memoria
Susanna Agnelli per il salvataggio dell’altare ligneo del '700 nella chiesa dell’Assunta di Vico Equense. Era un pomeriggio del febbraio 2000. L'architetto napoletano Antonio Irlando stava camminando nel borgo campano e davanti agli occhi gli apparve la Agnelli. «Un incontro della Provvidenza» ha raccontato poi ai cronisti.  «Un incontro che mi ha fatto scoprire una donna meravigliosa e salvare un patrimonio storico». L' altare ligneo del '700 era abbandonato dentro la chiesa dell' Assunta di Vico Equense che proprio Irlando in quel momento stava restaurando. «Un' opera meravigliosa quell'altare, rivestito di corallo, perline, pasta di vetro, madreperla. Inutilmente avevo cercato di segnalarlo a tutte le Soprintendenze: non erano previsti fondi per il suo restauro». Non era previsto, però,  nemmeno l' arrivo di Susanna Agnelli. Che non esitò a visitare l' altare. E una volta lì Susanna Agnelli non ha esitato di nuovo:  per scoprire l' altare si è inginocchiata, incurante della polvere e dei detriti.Poi rivolta a Irlando ha detto: «Scriverò un pezzo sulla rubrica che ho su "Oggi" per questo altare». L' architetto aveva sperato ben di più. E non poteva immaginare che sulla sua rubrica Susanna Agnelli avrebbe cominciato in prima persona  una crociata per l' altare: «Aiutatemi a trovare i soldi», scrisse. E scese in campo la Banca europea di investimenti: 220 milioni  di vecchie lire. Ma non solo. La senatrice si curò in prima persona di selezionare le ditte e curare i lavori di restauro, spiega Irlando,  con un magone nel cuore: proprio di recente aveva invitato Susanna Agnelli a tornare a vedere il suo altare. Questa volta inutilmente.

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