1940-1945: in un angolo di terra del Montefeltro, compreso tra Urbino, Sassocorvaro e Carpegna, per scongiurare i pericoli della guerra, si concentrano quadri e opere d’arte di numerosi musei d’Italia.
E’ necessario un ricovero sicuro per proteggere il prezioso tesoro: la scelta cade sulla Rocca di Sassocorvaro. Tutta l’operazione salvataggio è affidata a Pasquale Rotondi, giovane soprintendente di Urbino. Dal 6 giugno 1940 la Rocca accoglie i grandi capolavori provenienti dalle Marche; dal 16 ottobre 1940 arrivano i tesori dei musei di Venezia, delle Gallerie e della Ca’ d’Oro. Qui saranno custoditi fino alla fine della guerra, per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni.
Poco tempo prima dell'entrata in guerra dell'Italia, il Governo attua un piano di emergenza per difendere da attacchi aerei l'immenso patrimonio artistico nazionale. Con l'impiego di risorse ingenti, sono realizzati importanti lavori di difesa e il 10 giugno 1940, giorno dell'entrata in guerra, la maggior parte dei monumenti, come chiese e palazzi, è praticamente invulnerabile. Per la salvaguardia delle opere d'arte mobili, si pensa di portarle in un luogo sicuro, lontano da obiettivi militari.
Per le Marche, l’operazione salvataggio è affidata a Pasquale Rotondi; dovrà portare in salvo i famosi dipinti di Piero della Francesca e Paolo Uccello, Raffaello e Tiziano, per citarne solo alcuni. Con l'inizio della guerra, questa impresa risulta alquanto più ardua del previsto.
Per proteggere un gran numero di opere di importanza straordinaria, Rotondi vuole una struttura di assoluta sicurezza, come sottolinea nel suo memoriale: "Indispensabile doveva essere la lontananza della località da centri industriali o ferroviari o militari … la solidità delle strutture in modo da dare una sufficiente garanzia nella eventualità di attacchi aerei...". Sono ispezionati numerosi edifici; a tutti i requisiti desiderati "si dimostrarono perfettamente rispondenti la Rocca quattrocentesca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna".